EU ETS & CBAM: Il Ruolo degli intermediari e l'impatto sul Settore industriale Europeo e Italiano .
Il regime definitivo CBAM entrerà in vigore il 1 Gennaio 2026. Gli importatori di beni coperti dal CBAM dovranno registrarsi presso l’autorità nazionale di riferimento, dove avranno la possibilità di acquistare i certificati .
L'interessante convegno tenuto ieri pomeriggio presso la Camera Dei Deputati Italiana , a cui hanno partecipato i maggiori operatori nazionali del settore , si è analizzata la road map da percorrere nel rispetto delle scadenze in ambito di decarbonizzazione globale , si è approfondita l'applicazione del pacchetto "Fit for 55%" il cui obiettivo è ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 e avviare l'UE sulla strada verso il conseguimento della neutralità climatica nell'UE entro il 2050.
Gli interventi hanno interessato i Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) ed Il sistema EU ETS che si basa sul principio di “cap and trade”. Il “cap” si riferisce al limite annuale di gas serra che posso essere emessi dalle varie installazioni e operatori coperti dal sistema. Il “cap” viene ridotto ogni anno, in modo da essere in linea con il target climatico europeo, assicurando una riduzione delle emissioni nel tempo. Il sistema ha alla base le “emission allowances”. Ogni allowance garantisce il diritto di emettere una tonnellata di CO2 equivalente. Queste quote (allowances) vengono vendute tramite aste e possono essere scambiate – principalmente tramite piattaforme apposite o tramite brokers/traders.
European Union Emissions Trading System (EU ETS)
Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) è uno strumento finalizzato a garantire che gli obiettivi di riduzione delle emissioni di GHG dell’Unione Europea non generino un aumento contestuale di emissioni di gas serra al di fuori dei suoi confini.
Il CBAM copromo i settori con maggior rischio di “carbon leakage”: cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno.